In due righe
Un termine usato a sproposito rende nullo il significato di un articolo della legge antievasione. E la certezza del diritto, che fine fa?
lunedì 16 gennaio 2012
mercoledì 11 gennaio 2012
L'opinione del sarto della Merkel
No, signora, lo scafandro non può essere usato di sera, a meno che la festa non sia dichiaratamente un naufragio (E. Flajano)
martedì 10 gennaio 2012
Una parola che dà torto a tutti, tranne che a noi
Ennio Flajano:
La lingua italiana non è adatta alla protesta, alla rivolta, alla discussione dei valori e delle responsabilità, è una lingua buona per fare le domande in carta da bollo, ricordi d’infanzia, inchieste sul sesso degli angeli e buona, questo sì, per leccare. Lecca, lecca, buona lingua italiana infaticabile, fa il tuo lavoro per il partito o per i buoni sentimenti, ma lascia la rivolta...
Ho spesso pensato che Flajano avesse ragione, ma ora penso che possiamo dargli torto (ne sarebbe felicissimo, suppongo).
La lingua italiana non è adatta alla protesta, alla rivolta, alla discussione dei valori e delle responsabilità, è una lingua buona per fare le domande in carta da bollo, ricordi d’infanzia, inchieste sul sesso degli angeli e buona, questo sì, per leccare. Lecca, lecca, buona lingua italiana infaticabile, fa il tuo lavoro per il partito o per i buoni sentimenti, ma lascia la rivolta...
Ho spesso pensato che Flajano avesse ragione, ma ora penso che possiamo dargli torto (ne sarebbe felicissimo, suppongo).
lunedì 9 gennaio 2012
Le parole restano, i numeri cambiano
un lieve riso
di tempi immemorabili sereno
tingeva l'acre angoscia nella luce
(S. Penna)
mercoledì 4 gennaio 2012
L'opportunità liberale e il silenzio della cultura
Da qualche mese, è in atto nel nostro paese un vero e disperato tentativo di rivoluzione: la rivoluzione liberale.
È molto probabile che, in questi termini, se ne siano accorti in pochi, cioè i soli liberali, che sono un numero ridottissimo rispetto a quelli che si dichiarano tali (di questa specie posticcia e ipocrita ne troviamo ovunque, a destra a sinistra e persino al centro).
È molto probabile che, in questi termini, se ne siano accorti in pochi, cioè i soli liberali, che sono un numero ridottissimo rispetto a quelli che si dichiarano tali (di questa specie posticcia e ipocrita ne troviamo ovunque, a destra a sinistra e persino al centro).
Nemmeno il buon senso
Come fa uno a accorgersi del momento fatale in cui l'istrumento, stato buono fino allora diventa cattivo, e senza però essere punto cambiato? Ha cavata una conseguenza, poi un'altra, poi un'altra, per la sola ragione che venivano legittimamente dal principio; come fa, dico, a distinguer quelle ultime, che non ne deve cavare, a rischio niente meno che di cader nell'assurdo, quantunque ne vengano legittimamente, nè più nè meno dell'altre? C'è il buon senso, dicono: quello vi avverte quando dobbiate fermarvi, per non dare nell'eccesso.
domenica 1 gennaio 2012
Noi chi? Voi
In due righe
In questo articolo, analizzo l'uso delle persone del verbo (io, noi, voi, impersonale) nel discorso di fine anno del Presidente Napolitano, e in un articoletto di Pierferdinando Casini. Il quale inciampa continuamente e ottiene il contrario di quello che si propone. Quanto al Presidente: chapeau.
Iscriviti a:
Post (Atom)