In questo articolo, vorrei sintetizzare una serie di esperienze sull'ora cosiddetta di alternativa che sono accadute in varie scuole elementari, tra cui quella di mia figlia (Milano). Lo scopo è quello di mostrare come vanno le cose su una questione di cui si parla poco, perché sono in pochi ad aver qualcosa da dire. Pochi non perché intelligentoni, ma semplicemente perché pochi. Sono talmente pochi, che non varrebbe per loro nemmeno la pena di parlare: una minuscola sparuta minoranza che non aspira a crescere di numero. Il fatto è però che di mezzo ci sono i figli, e il concetto di laicità della nostra società: due cose che riguardano il futuro. Dico quello di tutti. Nell'articolo, anche una modesta proposta: rimuovere il crocefisso dalle aule di alternativa (se ce l'hanno).
giovedì 11 giugno 2015
domenica 15 marzo 2015
Non è colpa mia, non ci posso fare niente
Quando vedo tutto ciò che vedo, penso ciò che penso (M. Jouhandeau)
Compresi i bambini
Poi son le genti senza nome tante,
che del lor
sangue oggi faranno un lago,
che meglio conterei ciascuna foglia,
quando l'autunno gli arbori ne spoglia
che meglio conterei ciascuna foglia,
quando l'autunno gli arbori ne spoglia
(L.Ariosto)
martedì 3 febbraio 2015
Le tecnologie dell'io (7): il caso di Charlie Hebdo
In questo articolo, mi occupo delle conversazioni relative ai fatti Charlie Hebdo. Rispetto agli articoli precedenti, qui non supporto il ragionamento con l'illustrazione della metodologia di analisi, né fornisco dati. Dunque, la lettura è più agevole.
domenica 1 febbraio 2015
La retorica salverà il mondo
"Ma quali sono i modi di persuasione della vita pubblica e quali i valori a cui ci si richiama? Come convivono verità diverse, e come trovano un punto comune senza distruggersi, amministrando e negoziando i conflitti? ...
lunedì 26 gennaio 2015
Teatro specchio della società. Sì, ma quale?
Che il teatro sia specchio della società, che sia il luogo dove la comunità si incontra e si riconosce, dove l'artista è tanto più bravo quanto più riesce a rappresentarla, è pacifico e lo prendo per buono. Vien da chiedersi se e in quale misura il teatro italiano svolga questa funzione.
lunedì 12 gennaio 2015
Il regalo di Satana (racconto di Alberto Di Risio)
Ricevo da Alberto Di Risio questo suo racconto e lo pubblico molto volentieri.
*** In un momento della loro indefinibile esistenza, prima della creazione della terra, del sole della luce e di tutti i pianeti, Dio e Satana pensarono di inventare un gioco, per riempire il loro tempo senza tempo, il loro spazio senza confini e sconfinatamente vuoto.
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