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giovedì 23 novembre 2017
Recensione a "Il libro dei poveri" di Jarek Mikołajewski
I seguaci della poesia possono nuovamente accostarsi ai versi di Jarosław Mikołajewski, grazie all’editore LietoColle (Faloppio, Como) che pubblica ora il Libro dei poveri, tradotto da Silvano De Fanti, già traduttore della raccolta Uccisioni per amore e del romanzo Tè per un cammello, ovvero I casi e i casini dell’investigatore McCoy (entrambi editi da Editrice Forum, il primo nel 2008, il secondo nel 2014, con la prefazione di Andrea Camilleri).
domenica 6 novembre 2016
Perché non ci piace il Nobel a Fo
"Era la solita, sporca guerra fra italiani,
col solito pretesto di liberar l'Italia dallo straniero.
Ma quel che più m'inorridiva a mi spaventava,
in quell'antico male,
era che io pure mi sentivo toccato dal contagio"
(Curzio Malaparte, La pelle)
lunedì 17 ottobre 2016
Sul Nobel a Dario Fo
Nel 1997, quando Dario Fo vinse il Premio Nobel per la Letteratura, vivevo a Varsavia. Poiché Fo non era molto conosciuto in Polonia, alcune riviste mi chiesero un articolo. Intanto, leggevo che in Italia quel Nobel aveva disgustato più d'uno, anche per via della militanza comunista di Fo. Mi domandai dunque se ci fosse un modo di dare una risposta positiva al perché di quel Nobel, cioè una risposta non ideologica né strettamente letteraria, dato che era evidente che tra il Fo teatrante e il
Fo (più Franca Rame) scrittore c'era un notevole dislivello. La risposta che mi diedi fu che l'Accademia di Svezia avesse voluto premiare lo spettacolo, del quale il testo è uno dei codici. Tale risposta mi pare che possa valere anche per spiegare o quanto meno per argomentare il Nobel di quest'anno, vinto da Bob Dylan nello stesso giorno della morte di Fo, e immediatamente seguito dalle medesime polemiche che avevano accompagnato il Nobel del 1997. Una specie di Mistero buffo: muore il giullare, gli subentra il menestrello: due Nobel allo spettacolo.
Ripubblico dunque il più completo di quegli articoli, che fu pubblicato in "Teatr" (ottobre 1998), tradotto da Anna Osmólska-Mętrak (entrambe le versioni si trovano scansionate nell'Archivio Franca Rame). Per completezza, segnalo che una versione light di questo articolo è stata pubblicata in "Wiedzy i Życia", aprile 1998 (versione polacca, versione italiana).
Ripubblico dunque il più completo di quegli articoli, che fu pubblicato in "Teatr" (ottobre 1998), tradotto da Anna Osmólska-Mętrak (entrambe le versioni si trovano scansionate nell'Archivio Franca Rame). Per completezza, segnalo che una versione light di questo articolo è stata pubblicata in "Wiedzy i Życia", aprile 1998 (versione polacca, versione italiana).
venerdì 24 giugno 2016
Il destin baloss di Carlo Bertolazzi e dei suoi personaggi
Con l'autorizzazione del Comune di Rivolta d'Adda, pubblico l'articolo che ho scritto per il catalogo della mostra da me curata Destin Baloss! Carlo Bertolazzi a cento anni dalla morte. 1916-2016. Il catalogo è pubblicato dal Comune di Rivolta d'Adda. Lo si può leggere là. Tour virtuale della mostra.
martedì 17 novembre 2015
Tecnologie dell'io (10): le intenzioni multiple del pensiero sintetico
Il pensiero sintetico
In molte circostanze, i facebookiani pubblicano quale propria immagine una fotina che rappresenta la loro adesione a un punto di vista molto diffuso, e che sintetizza dunque il loro pensiero sull'argomento. Due soli esempi: il famoso Je suis Charlie, per significare la solidarietà ai redattori della rivista satirica francese uccisi dai terroristi islamici; la fotina della bandiera greca, per significare l'appoggio alla politica di Tsipras.
giovedì 11 giugno 2015
L'ora di alternativa è l'ora di religione
In questo articolo, vorrei sintetizzare una serie di esperienze sull'ora cosiddetta di alternativa che sono accadute in varie scuole elementari, tra cui quella di mia figlia (Milano). Lo scopo è quello di mostrare come vanno le cose su una questione di cui si parla poco, perché sono in pochi ad aver qualcosa da dire. Pochi non perché intelligentoni, ma semplicemente perché pochi. Sono talmente pochi, che non varrebbe per loro nemmeno la pena di parlare: una minuscola sparuta minoranza che non aspira a crescere di numero. Il fatto è però che di mezzo ci sono i figli, e il concetto di laicità della nostra società: due cose che riguardano il futuro. Dico quello di tutti. Nell'articolo, anche una modesta proposta: rimuovere il crocefisso dalle aule di alternativa (se ce l'hanno).
martedì 3 febbraio 2015
Le tecnologie dell'io (7): il caso di Charlie Hebdo
In questo articolo, mi occupo delle conversazioni relative ai fatti Charlie Hebdo. Rispetto agli articoli precedenti, qui non supporto il ragionamento con l'illustrazione della metodologia di analisi, né fornisco dati. Dunque, la lettura è più agevole.
lunedì 26 gennaio 2015
Teatro specchio della società. Sì, ma quale?
Che il teatro sia specchio della società, che sia il luogo dove la comunità si incontra e si riconosce, dove l'artista è tanto più bravo quanto più riesce a rappresentarla, è pacifico e lo prendo per buono. Vien da chiedersi se e in quale misura il teatro italiano svolga questa funzione.
lunedì 20 ottobre 2014
Il decreto Sblocca Italia non sblocca 'nonché', 'ricomprendere' e 'previo'
Le modifiche che il decreto Sblocca Italia ha apportato
al "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia edilizia" confermano alcuni tic del linguaggio normativo.
lunedì 12 maggio 2014
Le tecnologie dell’io (6): conversazione con Cristiano Mario Sabbatini
In questo articolo, riporto una conversazione che ho avuto con Cristiano Mario Sabbatini, che ha storicizzato la sua pionieristica attività di net performer nei primi anni Novanta nel libro The Bodies Artist.
mercoledì 23 aprile 2014
Le tecnologie dell’io (5): il modo delle relazioni come nuovo paradigma culturale
Ho terminato l'articolo precedente appellandomi al sistema
tradizionale della cultura affinché accetti senza pregiudizi e soprattutto
senza snobismo il confronto con le tecnologie dell'io (di cui ho parlato anche qui, quo e qua). Ora, intendo individuare quali sono i contenuti di questo
confronto.
martedì 18 marzo 2014
Le tecnologie dell'io (4) e il predominio della cultura a rischio di estinzione
In questo articolo, sostengo che le tecnologie dell'io non sono in se
stesse un fenomeno democratico, ma hanno a che fare, almeno potenzialmente, con
il sovvertimento della democrazia, inteso come la rivalsa da parte della
società nei confronti del predominio che la cultura esercita sulla società.
giovedì 24 ottobre 2013
Trenitalia prevede e prevede
"Non sono previste fermate intermedie". Con questa espressione, i burocratici annunci di Trenitalia ci informano che il treno che parte da A arriva a B direttamente, senza fermarsi lungo la tratta. Quando Trenitalia dice "previste" intende dunque 'stabilite', 'prestabilite', cioè utilizza il verbo secondo l'accezione del linguaggio normativo ("la normativa prevede" = la normativa stabilisce).
mercoledì 24 aprile 2013
Norma UNI sulla scrittura professionale
Il 14 marzo 2013, l'UNI (Ente
Nazionale Italiano di Unificazione) ha emanato la norma tecnica Elementi strutturali e aspetti linguistici delle comunicazioni scritte delle organizzazioni. Si tratta della prima norma al mondo che si fornisce, alle organizzazioni
pubbliche e private di qualsiasi dimensione, prescrizioni, raccomandazione e
suggerimenti su come scrivere un testo efficace.
martedì 26 marzo 2013
La cultura e la politica: la lingua separata
In tre righe. In questo articolo, comincio a uscire dalle ristrettezze nelle quali la politica ha utilizzato la cultura per soddisfare gli interessi di categorie di elettori. Nel concetto di cultura rientra certamente la lingua. Azioni, abusi e amnesie della politica.
martedì 19 marzo 2013
Per la politica tradizionale, la cultura è un sapere collegato al saper fare
Definire con precisione che cosa intendiamo con la parola
‘cultura’ non è facile. ‘Cultura’ ha diversi significati, e nessun contrario
che la elida, che la annulli: natura, ignoranza, maleducazione e così via. In
questo articolo, però, intendo occuparmi del significato che ‘cultura’ ha avuto
nella vita politica, mentre del significato che potrebbe avere mi occuperò in
un articolo successivo.
giovedì 7 marzo 2013
Manzoni e il vero falsificato: la scoperta di un inganno
Ebbene sì, anche lui, anche Manzoni ci ha ingannato. Ci ha
fatto credere di aver scritto un romanzo storico veramente storico e ispirato
alla morale veramente morale, quella cattolica.
martedì 1 gennaio 2013
La lingua, ciò che ci unisce e discrimina
Il 20
dicembre scorso, a Milano, è stata dedicata una giornata di studi a Maurizio
Vitale, per i suoi novanta anni (*). Uno dei
valori fondanti dell'attività di Vitale è stato l'aver considerato la lingua
come fattore unificante degli italiani. Le relazioni che ho ascoltato l'altro
giorno lo mettevano in luce da un punto di vista interno alla disciplina, e mi
hanno stimolato alcune riflessioni che vorrei proporre al mio lettore.
domenica 30 dicembre 2012
Cattelan a Varsavia, ovvero Una metafora del Novecento
Una delle primissime cose che faccio ogni volta che arrivo a Varsavia è visitare le case diroccate e fatiscenti che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale testimoniano, con la loro esistenza, la distruzione completa della città operata dai tedeschi.
giovedì 27 dicembre 2012
Il dibattito politico in Facebook: Pierluigi Bersani
In questo articolo, analizzo la comunicazione che Pierluigi Bersani realizza sulla sua pagina Facebook. Come i suoi colleghi, dei quali mi sono occupato nei mesi scorsi, anche Bersani commette errori gravi, e li paga.
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